catalogo Millepiani
introduzione
Per Walter Benjamin, l’analisi del carattere distruttivo dev’essere collocata nell’ambito della necessità di rinnovamento che si manifesta in un ciclo storico quando questo è giunto ad un punto di crisi irrisolvibile. Il carattere distruttivo si manifesta così come portatore del nuovo, del cambiamento, del bisogno di emancipazione dalla memoria e dai legami del passato, per generare la trasformazione.
Questo saggio si accompagna ad un altro importante contributo di Benjamin, Esperienza e povertà, ove l’autore introduce un nuovo e positivo significato di barbarie che dev’essere intesa come povertà di esperienza e dunque possibile libertà di concepire il presente con sguardo rinnovato e libero dagli orrori di un quotidiano rituale e quindi sempre uguale a se stesso, e in definitiva luttuoso.
È la guerra – non più come metafora, ma come scenario incombente con i suoi dispositivi già in atto – la rappresentazione più propria di una povertà che, non sapendo superare il lutto, attualizza la distruzione totale, senza scampo, il territorio di fanatici guerrieri alla ricerca di maschere in luogo delle identità perdute. Importante e lungimirante in proposito risulta il saggio intitolato Teoria del fascismo tedesco, in cui Benjamin disvela il meccanismo funesto di un idealismo alla furibonda ricerca di senso, di un senso che depotenziato non potrà che deflagrare nella guerra totale.
Interventi e saggi di W. Benjamin, A. Bonomi, V. Corzani, M. de Certeau, U. Fadini, C. Formenti, M. Guareschi, A. Ponzio, T. Villani
Intertesti poetici di Paolo Volponi
Immagini di Fabrizio Clerici
introduzione
I conflitti contemporanei, nonostante la fine dei dualismi e dei blocchi contrapposti nel mondo, continuano a manifestarsi come fenomeno endemico del presente.
Il territorio appare nel moderno sempre più come la posta in gioco di tensioni politiche, sociali ed economiche che, pur essendo diversificate e talora contradditorie, hanno in comune la necessità di riscrivere, di ridefinire lo spazio del vivere sia individuale che collettivo.
Questioni come il riaffermarsi del neoetnico, la perimetrazione dei luoghi collettivi, delle strutture sociali, le catastrofi ecologiche, le guerre in atto, i conflitti urbani sembrano sempre più delinearsi come realtà costitutive e permanenti del vivere quotidiano.
Paul Virilio, in questo contesto, delinea un territorio espropriato della sua stessa estensione, sussunto dalla velocità delle comunicazioni nonché dal potenziale distruttivo delle nuove tecnologie. In Europa, ad esempio: « il problema dello sfruttamento del territorio continentale non si pone più tanto nei termini di organizzazione dell’estensione europea, quanto in termini di sfruttamento del tempo: di quel “tempo reale” che cancella, con le peculiarità dello “spazio reale” delle regioni, la realtà stessa delle loro culture ».
Interventi e saggi di Valerio Corzani, Ubaldo Fadini, Michel Foucault, Carsten Juhl, Augusto Ponzio, Tiziana Villani, Paul Virilio, Adelino Zanini
Intertesti poetici di Benjamin Fondoianu e Stefano Raimondi
Immagini di Enrico Baj
introduzione
In ogni civiltà ci sono anche dei luoghi reali che costituiscono una sorta di contro-luoghi, utopie effettivamente realizzate, nelle quali i luoghi reali vengono al contempo rappresentati, contestati e sovvertiti. Questi sono i luoghi che Foucault denomina eterotopie, in opposizione alle utopie, che sono ideali non realizzati.
In età contemporanea, le eterotopie si moltiplicano, diversificando le proprie funzioni originarie o mutandone il significato. Eterotopie ormai estinte, o in via di estinzione, come i luoghi dei riti di iniziazione tribali, o come il non-luogo della deflorazione della sposa nel viaggio di nozze di fine Ottocento, sono sostituite dalle contemporanee eterotopie di “deviazione”, in cui sono inseriti gli individui devianti rispetto alle scelte omologate delle norme imposte: le case di riposo per anziani, le cliniche psichiatriche, le carceri e simili. Ma sono anche luoghi non-luoghi delle eterotopie, e tra i più antichi, i cimiteri, o i giardini; o le eterotopie del tempo che si accumula all’infinito, come i musei e le bibblioteche, o quelle che eternizzano il tempo, come le finzioni di vita primitiva nei moderni villaggi per le vacanze…
Michel Foucault, interventi e saggi di Aldo Bonomi, Massimo Cacciari, Valerio Corzani, Alessandro Dal Lago, Pierre Dalla Vigna, Ubaldo Fadini, Jean–François Lyotard, Mario Perniola, Georg Simmel e Tiziana Villani
Intertesti poetici di Alda Merini, Paolo Rabissi, Anna La Stella, Paolo Gentiluomo
introduzione
Per Gilles Deleuze e Félix Guattari, la “geofilosofia” costituisce un concetto che tende ad evidenziare il divenire del territorio come ambito che nell’oggi è oggetto di uno scontro profondo tra l’omologazione e le pratiche dei saperi.
Nella modernità occorre saper ridefinire una nuova geografia dei saperi, una diversa capacità di analisi il cui scopo consiste nella creazione di molti luoghi in cui le metamorfosi del pensiero e i percorsi di ricerca possano dispiegarsi.
Oltre a Gilles Deleuze e Félix Guattari, interventi e saggi di Marco Berisso, Aldo Bonomi, Pierre Dalla Vigna, Pino Tripodi, Tiziana Villani, Paul Virilio, Adelino Zanini
Intertesti poetici di Nanni Balestrini, Gigi Gherzi, Tiziana Villani
Progetto grafico e immagini di Luciano Bobba
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