
Il tema dell’alienazione che attraversa questo volume è stato affrontato, in diversi ambiti tematici e disciplinari, nella sua interconnessione con la dimensione sociale. L’alienazione tocca la realtà relazionale che è il campo proprio della riflessione dell’ecologia sociale, che da tempo costituisce per noi il piano di una ricerca non puramente reattiva, quanto tesa ad individuare tutte le linee di fuoriuscita dal sistema attuale. Fin dagli ultimi numeri abbiamo così voluto restituire valore e rigore teorico a quei percorsi del pensiero critico, francese e tedesco volutamente marginalizzati o “mal interpretati” dai fautori euforici del liberismo. Le molte radici di cui si nutre questa proposta vanno così a riflettere sull’eredità marxiana, francofortese, deleuziana-guattariana ritenendo che queste continuino a mantenere un’attualità che lungi dall’essere un’esegesi costituiscano la valorizzazione di un apparato critico teorico in grado di sostenere la messa in crisi di un quadro di inciviltà e collasso che permea l’orizzonte in delirio dell’autoreferenzialità neo-liberista.
Attraversare le dimensioni di riconfigurazione delle vite dei singoli nel tempo della crisi pone l’urgenza di nuove interrogazioni sul prossimo futuro. Prima ancora che strettamente economica, una crisi si qualifica nel chiamare in causa i progetti di vita, le attese, tutti quei soggetti che sono espulsi dal proprio tempo. Le attuali forme assunte dall’alienazione, le sperequazioni sociali, i disastri ambientali non possono essere rivisti a partire da logiche parziali o frammentarie, occorre invece riprogettare l’esistere in chiave di sostenibilità, diritti e soddisfazione dei patti di cittadinanza.
Le nuove geografie dei territori costituiscono la radice di un domani incerto, in violenta trasformazione, che rischia di cancellare tutto quel che possiamo e sappiamo fare per rispondere alla furia di un liberismo insensato, capace di perpetuare solo la sopravvivenza delle proprie tecnocrazie.
Il transito verso un futuro diverso da quello del debito/giudizio illimitato si costruisce nel presente, riaffermando la dignità di tutte le esistenze e forme di vita.
Testi di: roberto barbanti, simone biagini, silvano cacciari, davide calenda, ubaldo fadini, andrea fumagalli, alessio kolioulis, nicola lonzi, cristina morini, andré ourednik, margherita pascucci, sébastien thiery, tiziana villani, adelino zanini
ArteFacts a cura di: francesco galluzzi e tiziana villani
Recensioni a cura di: andrea cavazzini, filippo domenicali, ubaldo fadini, simona paravagna, stefano vailati, paolo vignola, tiziana villani
Immagine di copertina: banksy, No Future.
