Scritto da AA. VV.

introduzione

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La pornografia, nelle società contemporanee, è divenuta la tecnica privilegiata di una scrittura violenta sui corpi, che vengono esposti senza riguardo allo sguardo atono dello spettatore. La "sessualizzazione dei corpi" è dunque fredda, si presenta come una tecnica tesa ad umiliare la vita e a impedire ogni forma di resistenza. Questi corpi al lavoro, come si sottolinea in diverse parti del presente volume, appartengono allo spazio dell'osceno, della disattivazione dell'affetto, ovvero alla nuova scena "tragica" del nostro immemore presente. Tasselli di un marchingegno sempre più astratto, ma non per questo meno efficace. Ma la vita è sempre capace di nuove forme di creazione che liberano la felicità delle esistenze. Cosa possono allora gli intellettuali nel tempo della comunicazione pornografica? Quale dimensione etica è urgente costruire ed affermare? A questo interrogativo possono aiutare a delineare risposte incisive alcune riflessioni di J. Derrida, che presentiamo in apertura di questo volume.In questo modo ci pare opportuno ricordare il filosofo francese recentemente scomparso.

 

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39. Politica e istituzioni per una filosofia in divenire
37/38. Usciti dal futuro
36. Ecosofia critica
35. Il fuori della filosofia
34. Tecnometamorfosi
33. Per un'ecologia politica
32. Dis senso
31. Caosmos
30. La catastrofe dell'immaginario
29. Corpi al lavoro
28. Spazi nomadi
27. Moltiplicare Foucault

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